Data di pubblicazione: 01/08/2022

Roma, un tour per tutti

La Città Eterna merita sempre una visita, e anche se si hanno difficoltà motorie si può individuare un tragitto accessibile che consente di immergersi nella Storia. Propongo, ad esempio, un tour di quattro ore che ho testato personalmente a bordo della mia sedia a rotelle munita di propulsore di spinta.

A Roma i cubetti di porfido che ricoprono quasi tutte le strade e i vicoli del centro storico si chiamano sanpietrini, poiché rivestono anche la piazza omonima di fronte alla Basilica di San Pietro.  Essendo male assestati, il tragitto in carrozzina sarà accompagnato da sussulti continui, ma questa è la condizione che bisognerà sopportare per visitare la città più bella del mondo. Altre possibili limitazioni sono rappresentate dalle salite dei colli e i rari scivoli dei marciapiedi: nonostante i recenti rifacimenti pedonali, anche con percorsi attrezzati per i non vedenti, non è raro trovarsi a sorpresa di fronte a un gradino altissimo che costringe ad allungare il tragitto. Quindi armatevi di pazienza, ne varrà la pena.

 

Foto dell'esterno della basilica di San Pietro a Roma

 

La prima tappa sarà proprio la maestosa Basilica di San Pietro. Raccontarla non è certo cosa semplice. È un vero e proprio capolavoro di architettura partorito dal genio di Gian Lorenzo Bernini: una grande ellissi di 240 metri che con il suo colonnato abbraccia simbolicamente tutti i suoi fedeli. Al centro della piazza si erge l'Obelisco Vaticano. Un piccolo segreto: proprio nei pressi dell’obelisco, da una pietra posta sulla pavimentazione della piazza si ha come l’impressione di vedere una sola fila di colonne anziché quattro, essendo queste perfettamente in fila. Provare per credere!

Per stare nei tempi la visita è prevista solo esternamente, ma si possono raggiungere con facilità le varie zone della Basilica utilizzando la nuova entrata che si apre su piazza San Pietro, alla destra di chi guarda la Basilica. In questo punto è stato realizzato un ascensore che dal piano della piazza arriva all'atrio della Basilica. Anche le navate ed il terrazzo della Cupola sono accessibili tramite ascensore. È presente un percorso con facilitazioni per disabili visivi nell'area che da via della Conciliazione attraversa l'area pedonale tra Castel Sant'Angelo e l'argine del fiume Tevere.

 

Foto dell'esterno di Castel Sant'Angelo di Roma

 

Lasciandoci il colonnato alle spalle percorrendo via della Conciliazione si arriva a Castel Sant'Angelo, la fortezza papale edificata nel Medioevo sui resti del mausoleo dell’imperatore Adriano (II secolo d.C.). Attraversando Ponte Sant'Angelo concedetevi una passeggiata tra i vicoli e, proseguendo per via Dei Coronari, in pochi minuti arriverete a Piazza Navona, una delle più famose di Roma. Qui potrete ammirare la Fontana dei Quattro Fiumi, di Gian Lorenzo Bernini, la chiesa di Sant’Agnese in Agone, di Francesco Borromini, e Palazzo Pamphilj. La leggenda racconta che, in seguito alla rivalità tra Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini, nel costruire la Fontana dei Quattro Fiumi il Bernini abbia scolpito il Nilo con una benda sugli occhi per non vedere “l’orribile” chiesa di Sant’Agnese in Agone (opera del rivale) e il Rio della Plata con una mano protesa in avanti come a proteggersi dal “crollo imminente” della chiesa.

Se volete fare una pausa potete recarvi nella vicina Piazza Sant'Eustachio ed entrare nell’omonimo Caffè: il locale non è niente di speciale ma serve l’espresso più buono della capitale.

 

Foto del Pantheon e la sua piazza gremita di persone

 

Poche centinaia di metri più in là troverete il Pantheon, completamente accessibile. Costruito nel 27 a.C. come tempio dedicato a tutte le divinità, fu ricostruito nel 120 d.C.  dall’imperatore Adriano e successivamente trasformato in basilica cristiana. La sua cupola di 43,44 m, una delle più grandi al mondo, presenta un ovulo centrale che permette il passaggio dei raggi del sole al suo interno, e rappresenta un punto di contatto tra gli Dei e gli uomini. Merita sicuramente una veloce visita al suo interno.

 

Foto della Fontana di Trevi di Roma

 

Dalla bellissima piazza della Rotonda parte un percorso attrezzato anche per non vedenti, che arriva fino a Fontana di Trevi: dal Pantheon si percorre via dei Pastini fino ad arrivare a Piazza di Pietra continuando per l'omonima via per un breve tratto fino a via del Corso, si attraversa e si prende quindi via delle Muratte fino ad arrivare alla Maestosa Fontana sulla nostra sinistra.

La più grande e famosa fontana di Roma è, inoltre, una delle più note fontane del mondo resa celebre dal famoso bagno di Anita Ekberg ne “La dolce vita”. Inaugurata nel 19 a. C. la Fontana di Trevi è stata ideata da M. V. Agrippa ed è un esemplare unico degli antichi acquedotti romani rimasto sempre funzionante dal tempo di Augusto fino ai nostri giorni. Il suo nome si deve probabilmente alla presenza dell’incrocio di tre strade o al triplice sbocco dell’acqua. La leggenda narra che chi lancia una monetina nell’acqua dando le spalle alla fontana tornerà sicuramente a Roma. Ed è proprio grazie a questa leggenda, che il Comune di Roma ogni anno raccoglie oltre un milione di euro in monetine dalla fontana, destinandoli a progetti di solidarietà della Caritas.

Dalla Fontana di Trevi, in circa dieci minuti arriverete a Piazza di Spagna. Si tratta di uno dei luoghi più iconici di Roma, dove potrete ammirare la scalinata di Trinità dei Monti e la Fontana della Barcaccia, scolpita da Pietro Bernini nel 1627. Lasciandoci la piazza alle spalle, continuiamo poi lungo una delle rinomate vie del lusso esistenti nel centro storico romano: via Condotti. La percorriamo fino ad arrivare a via del Corso dove possiamo immergerci nello shopping.

Certo, ci sarebbe moltissimo altro da vedere, e avendo a disposizione più tempo non dovrebbe mancare -naturalmente- una tappa al Colosseo, che tra l’altro è completamente accessibile. Ma la lista delle bellezze di Roma è pressoché infinita, quindi… al prossimo giro di ruote!

Itinerario testato da:

SIMONA

Per me viaggiare è sempre stata una passione. Con l'arrivo della sclerosi multipla mi sono detta: sarà la malattia ad adattarsi al mio stile di vita, e non viceversa. Non è stato facile, anzi. Ma ancora oggi cerco di tracciare nuove rotte e racconto le mie avventure su social e blog www.inviaggioconsimona.org