Data di pubblicazione: 19/02/2026

Verde Sempione: l’abbraccio tra natura ed arte

Se cercate un angolo di Milano dove la maestosità del passato si fonde alla serenità del verde, Parco Sempione è la risposta. Questo itinerario è un piccolo gioiello che si sviluppa in un raggio di soli 300 metri, offrendo un'esperienza completa tra scienza, gastronomia e storia medievale.

La nostra giornata inizia in Viale Gadio, 2, proprio ai margini di Parco Sempione, davanti ad un edificio che sembra una perla emersa dal passato.

L'Acquario Civico è una tappa imperdibile, non solo per ciò che custodisce nelle sue vasche, ma anche per la straordinaria eredità che le sue mura raccontano.

Dobbiamo tornare indietro nel tempo, precisamente al 1906: Milano era in fermento per l’“Esposizione Internazionale”, un evento grandioso organizzato per celebrare l'apertura del traforo del Sempione. In quell'occasione il parco fu invaso da padiglioni fantastici e bizzarri, ma l'Acquario, progettato dall'architetto Sebastiano Locati, fu l'unico destinato a restare per sempre, diventando un simbolo eterno di quell'epoca di grande rinnovamento.

È un capolavoro di architettura decorativa: la sua facciata è un libro di pietra e ceramica dedicato al mondo acquatico. Prima di entrare, prendetevi un momento per osservare la statua di Nettuno che domina l'ingresso e le splendide piastrelle colorate che decorano le pareti con creature marine, ippocampi e conchiglie.

Essere qui significa trovarsi nel terzo acquario più antico d'Europa, un luogo nato per stupire.

L'ingresso è a filo strada e gli spazi interni, seppur raccolti, sono perfettamente fruibili. L’ascensore permette di spostarsi al primo piano. 

Una volta conclusa la visita all'Acquario, ci prepariamo per una sosta rigenerante.

La Locanda alla mano si trova a circa 200 metri di distanza: usciti dal portone dell'Acquario in Viale Gadio, giriamo subito a sinistra e imbocchiamo l'ingresso di Parco Sempione (si trova proprio accanto all'edificio). Da Viale Malta, proseguiamo dritti per circa 150 metri lasciandoci l'Acquario alle spalle (il viale è pianeggiante), arrivati all'incrocio con Piazza del Cannone (la grande piazza semicircolare che abbraccia il retro del Castello), vedremo sulla nostra destra la Locanda alla Mano.

Piazza del Cannone, dove sorge la Locanda, deve il suo nome curioso al fatto che un tempo qui si trovavano le postazioni difensive del Castello Sforzesco. Oggi quella che era un'area militare è diventata un simbolo di accoglienza. La Locanda stessa è un esempio di "architettura leggera" e sostenibile, ma il suo valore più grande è umano: è nata nel 2013 come progetto di inserimento lavorativo per giovani con sindrome di Down. Ogni caffè servito qui racconta una storia di autonomia e dignità lavorativa, rendendo questo posto uno dei più amati della "Milano solidale". L'area esterna è pavimentata con doghe in legno, è possibile posizionarsi ai tavoli senza pendenze fastidiose. 

slide

Basta alzare lo sguardo dal tavolino della Locanda per trovarsi davanti all’imponente Castello Sforzesco.

La Locanda si trova esattamente di fronte all'ingresso posteriore del Castello, basta riattraversare lo spiazzo di Piazza del Cannone per varcare le soglie della storia.

Fondato nel Trecento dai Visconti come una roccaforte difensiva, il Castello fu letteralmente raso al suolo dai milanesi durante la breve parentesi della Repubblica Ambrosiana, per poi essere ricostruito e trasformato in una delle corti più raffinate d'Europa da Francesco Sforza.

Il momento di massimo splendore fu il Rinascimento: camminando tra i suoi porticati, immaginate Leonardo da Vinci che affresca la “Sala delle Asse” con un intreccio di rami di gelso o Bramante che ne ridefinisce le proporzioni. Nel corso dei secoli è stato caserma spagnola, prigione e fortezza austriaca, rischiando più volte la demolizione, finché l'architetto Luca Beltrami alla fine dell'800 lo salvò e lo restaurò, restituendolo alla città come polo culturale.

I musei del castello sono forniti di ascensori per spostarsi da un piano all’altro, le sale sono ampie e permettono libertà di movimento, puoi visitare: la celebre “Pietà” stanziata al piano terra; la Pinacoteca situata al primo piano della Corte Ducale, qui le sale sono ampie e i pavimenti lisci, ideali per muoversi tra i capolavori di Mantegna e Canaletto; Il Museo dei Mobili e delle Sculture Lignee, dove il design antico si fonde con l'architettura delle sale ducali, offrendo spazi di manovra generosi che rendono la visita fluida e piacevole. 

Se il sole splende e avete voglia di far girare ancora un po’, dall'uscita posteriore del Castello potete guardare dritto davanti a voi e intravedere l’Arco della Pace.

Un lungo viale rettilineo in terra battuta di circa 700 metri attraversa tutto il parco, portandovi all'Arco della Pace. È una passeggiata scenografica che vale la pena fare per vedere come l'architettura neoclassica chiude l'orizzonte.

Questo imponente monumento neoclassico, progettato dall'architetto Luigi Cagnola all'inizio dell'Ottocento, ha una storia curiosa: doveva celebrare le vittorie di Napoleone, ma venne completato per onorare la pace tra le potenze europee dopo la sua caduta.

Osservate la "Sestiga della Pace" sulla sommità: i cavalli sono rivolti verso la città in segno di protezione.

Una volta arrivati ai piedi dell'Arco, la pavimentazione si trasforma in ampie lastre di pietra liscia. L'area pedonale è vastissima e permette di girare attorno al monumento ammirando i bassorilievi in marmo da ogni angolazione. È il luogo perfetto per un'ultima foto ricordo, con la prospettiva del parco che si stende alle vostre spalle.

_

Itinerario testato da:

Francesca

Salve a tutti, sono la Dottoressa Francesca Zuccalà, laureata in Psicologia Clinica e della Salute: persona, relazioni familiari e di comunità. Svolgo il Servizio Civile in AISM e mi occupo principalmente del progetto Easy Go Out.